Go Nagai’s Super Robots: la storia

Go Nagai

Go Nagai

Kiyoshi Nagai (永井豪 , Nagai Kiyoshi?), noto come Gō Nagai (Wajima, 6 settembre 1945) è un fumettista e scrittore giapponese. Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto e ha portato due importanti innovazioni nei manga e negli anime giapponesi: nel 1968 con lo sdoganamento dell’erotismo nei manga destinati ai ragazzi con Harenchi Gakuen (Scuola senza pudore) e nel 1972 con l’introduzione dei mecha, enormi robot guidati da piloti posti al loro interno, a partire dall’anime Mazinga Z (Majinga Zetto).

Biografia

Gli esordi da mangaka

Inizia a lavorare nel mondo del fumetto nel 1965, collaborando con Shotaro Ishinomori, ma già nel 1967 crea Meakashi Porikiki, il suo primo manga. Nel 1970 fonda la Dynamic Production, per produrre e distribuire i suoi lavori, che col tempo si dotò di filiali in tutto il mondo (anche in Italia, vedi sotto).

Profondo innovatore in ogni campo del fumetto giapponese, con il manga Mao Dante inizia la sua esplorazione delle tematiche religiose e demoniache che si interrompe per la chiusura della rivista su cui era pubblicato. Da quanto dichiarato da Nagai stesso durante la Napoli Comicon 2007 fonte di ispirazione per Mao Dante (e successivamente) per Devilman fu una copia della Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustave Doré, che aveva avuto modo di leggere durante l’infanzia.

Dalla carta al video

Nagai allora crea, come soggetto per una serie TV sperimentale dedicata ad un pubblico più adulto, un “quasi remake” e nasce così Devilman (デビルマン Debiruman?), forse la sua opera più famosa a livello mondiale. Per supportare la serie TV ne crea anche un manga, molto meno edulcorato (la serie TV infatti presenta richiami all’iconografia del supereroe occidentale). In tempi più recenti verranno realizzati due OAV che riprenderanno più fedelmente la prima parte del manga, in cui introduce situazioni ai limite dello splatter ed un finale apocalittico imprevedibile, soprattutto a quei tempi.

L’epopea dei super robot

Il 1972 è un anno importantissimo per Nagai, in cui crea Cutie Honey, che unisce le tematiche super-eroistiche con quelle erotiche che tanto gli stanno a cuore, e finalmente Mazinga Z, il primo cartone animato con protagonista un super robot controllato dall’interno da un essere umano. Di quest’opera furono pubblicate varie versioni a fumetti, la più importante delle quali è quella sceneggiata da Nagai e disegnata da Gosaku Ota, che segue fedelmente la trama della versione televisiva accentuandone la violenza e introducendo anche alcune innovazioni (tipo l’episodio in cui l’esercito del Dottor Inferno conquista uno staterello africano). Inoltre, nel corso del fumetto e della serie televisiva viene introdotto il personaggio del Granduca Gorgon, primo esponente del popolo dei Micenei (o Mikenes) che darà battaglia al successore di Mazinga Z, Il Grande Mazinga. Nel 1973 ha poi inizio la lunghissima epopea di Violence Jack, una serie in cui la penisola del Kantō (dove si trova Tokyo) viene isolata da un cataclisma e diventa teatro di selvagge lotte per la sopravvivenza, che Nagai interromperà e riprenderà ripetutamente, fino a completarla solo nel 1990. Tornando al Grande Mazinga, questa serie televisiva, apparsa nel 1974, approfondirà ed estremizzerà le tematiche presenti in Mazinga Z: questa volta il pilota del mecha non è un ragazzino inesperto, ma un vero e proprio soldato addestrato al compito e che ha come unico scopo nella sua vita la sconfitta del popolo dei Micenei, che si presentano nelle mostruose fattezze di enormi mostri robotici con teste umane incastonate solitamente nel ventre. Sempre nel 1974, Nagai dà di nuovo prova del suo genio e, assieme a Ken Ishikawa, inventa i “mecha componibili” con Space Robot (Getter Robot). Anche in questa serie ritorna la tematica del “nemico che viene dal passato”, ovvero l’Impero dei Dinosauri, una razza di rettili umanoidi particolarmente intelligenti, rimasti in ibernazione per secoli e tornati a reclamare la Terra. Della serie TV vengono nuovamente create molte riduzioni a fumetti, la cui più importante è senza dubbio quella disegnata (e dopo i primi capitoli anche sceneggiata) da Ken Ishikawa, co-autore di Getter, che è continuata fino al 2006, anno della sua morte. Questa “riduzione” comunque risulta essere radicalmente diversa dalla versione televisiva, mantenendo solo i presupposti di base. Sempre del ’74 è il fumetto Kekko Kamen (Maschera libidinosa), un’ennesima fusione di supereroi ed erotismo in cui la protagonista combatte il crimine vestita della sola maschera.

Nel 1975 viene prodotto il seguito di Space Robot, Jet Robot (Getter Robot G) insieme a due serie che avranno molto successo in Italia, Jeeg robot d’acciaio (Kotetsu Jeeg) e Ufo Robot Goldrake (Ufo Robot Grendizer). Anche in questo caso ci sono innovazioni nei mecha: in Jeeg, il pilota si trasforma esso stesso nella testa del robot con una metamorfosi e le altre parti, agganciate magneticamente, vengono “sparate” da una piccola navetta volante, appunto chiamato Big Shooter. I nemici provengono di nuovo dal passato, per la precisione dall’antichità giapponese. In Goldrake, invece, il mecha può entrare o uscire da un vero e proprio disco volante che gli fa da mezzo di trasporto nell’aria e nello spazio. Da questo particolare deriva il nome Ufo Robot, sia nella errata traduzione dalla versione francese, Atlas Ufo Robot, sia nella recente denominazione nelle edizioni D/visual, Ufo Robot Grendizer. I temi sono questa volta più “classicamente” fantascientifici, con una vera e propria invasione aliena.

Goldrake ha avuto particolare fortuna in Europa, dove in alcuni stati (Francia e Italia) ha dato origine ad un vero e proprio fenomeno di costume, studiato perfino nelle facoltà di sociologia. In Italia, in particolare, Goldrake ha segnato ufficialmente l’ingresso degli anime nella programmazione televisiva. L’impatto che ebbe all’epoca fu molto forte, in quanto c’erano molte differenze, sia di tecnica d’animazione sia di tematiche, con le serie allora conosciute, come i cartoni animati della Warner Bros o di Hanna-Barbera. Goldrake era veramente “un mondo a parte” in confronto ai suoi predecessori, tanto che la prima puntata trasmessa sulla RAI fu preceduta da una breve introduzione. Famosissime divennero anche le sigle italiane, create da Vince Tempera. Inoltre Goldrake dimostra finalmente che molti dei personaggi di Nagai appartengono tutti allo stesso “universo narrativo”: nella serie compare Koji Kabuto (in Italia lo si è rinominato Alcor), pilota di Mazinga Z, alla guida di un innovativo mezzo volante a forma di disco. Inoltre saranno prodotti numerosi film e OAV in cui i super robot di Nagai si uniranno per una causa comune, tra i quali Ufo Robot Goldrake contro il Grande Mazinga, Mazinga Z contro Devilman, Il Grande Mazinga contro Getta Robot e lo spettacolare team-up Il Grande Mazinga, Getta Robot G, UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro.

Nel 1976 Nagai collabora a due serie forse meno originali, ma che pure sono state trasmesse in Italia con un buon successo: Gackeen, il robot magnetico (Magne Robot Ga-Kin) e Gaiking (Daiku Maryu Gaiking). Proprio per una disputa sui diritti di Gaiking si deve una violenta lite di Nagai con la Toei Animation, che fino a quel momento aveva prodotto tutte le sue serie, e la conseguente separazione.

La stagione dei remake

Da questo punto in poi la carriera di Nagai prende una piega curiosa: oltre a produrre nuove opere, si dedicherà in maniera quasi maniacale alla “riscrittura” delle opere che lo hanno reso celebre, spesso aiutato nei disegni da Ken Ishikawa e poi anche da Yu Kinutani, ma anche da altri autori. In questo modo verranno riletti Mazinga (God Mazinger, Z Mazinger, Mazinsaga), Devilman (Neo Devilman, Devillady, Amon – The Darkside of Devilman, Amon – The Apocalypse of Devilman, Strange Days – The Apocalypse of Devilman) e Cutie Honey (Cutie Honey a Go Go, Cutie Honey SEED). Oltre ai remake cartacei, produrrà anche molti remake e/o seguiti delle sue serie animate: Shin Cutie Honey (seguito della serie del 1972), Cutie Honey F, Re:Cutie Honey (entrambi remake), tre remake di Getter Robot (Change!! Getter Robot, gli Ultimi Giorni del Mondo, Neo Getter Robot contro Shin Getter Robot, Getter Robot), due remake/spin-off di Mazinga Z e del Grande Mazinga, Mazinkaiser ed il successivo film Mazinkaiser contro il Generale Nero. Vi è anche la serie TV di Devil Lady, che tuttavia non segue il manga. Esiste infine una parodia umoristica super deformed, Il pazzo mondo di Go Nagai (del 1991), in cui compaiono tutti i personaggi delle sue serie più celebri.

Stile e tematiche

Per quanto si può vedere in Devilman e in Mazinga Z, lo stile di Nagai è agli antipodi dell’eleganza: semplice eppure incline al grottesco, all’effetto splatter, all’eccessivo, eppure capace di realizzare tavole che hanno influenzato generazioni di disegnatori (ad esempio Kentaro Miura, che nel suo Berserk fa più di un omaggio alle tavole di Devilman). Insomma, uno stile completo, anche se di difficile assimilazione ed assolutamente non kawaii (carino).

Al di là dell’erotismo, le tematiche trattate da Nagai nei suoi manga e anime possono essere così schematizzate:

  • Fiducia nella scienza, ma non completa: in molte sue opere la scienza è l’unica risorsa in grado di salvare gli esseri umani dai pericoli delle antiche civiltà che le assalgono. È la scienza che crea le nuove divinità mecha, salvifiche e spaventose allo stesso tempo, col potere di salvare il mondo ma anche di distruggerlo. Così come esistono scienziati scrupolosi e pacifici, allo stesso tempo spregevoli scienziati pazzi tramano utilizzando le proprie conoscenze allo scopo di conquistare il mondo. Questa opposizione è rappresentata perfettamente in Mazinga Z con la coppia di scienziati Dottor Inferno/Professor Kabuto.
  • Ambiguità tra male e bene: i “cattivi” di Nagai non lo sono mai nel senso classico, monodimensionale come quello dei cartoon americani. Hanno vissuto un destino spaventoso ed è per questo che vogliono vendicarsi, dopo essersi proposti di instaurare il loro dominio della Terra. Sono di certo malevoli e crudeli, ma anche intelligenti e astuti. Inoltre hanno una visione della vita diversa da quella moderna, legata a certe pratiche ancestrali, quasi primitive: il più forte sopravvive ed ha ragione, tutto il resto è solo fumo negli occhi. Ma anche i buoni, soprattutto nei fumetti di Nagai, non lo sono certo nel senso dei prodi cavalieri medioevali; pur rispettando la via del Bushidō, spesso hanno psicologie disturbate che a tratti li rendono spaventosi quanto coloro che devono combattere: si vedano, ad esempio, le personalità di Tetsuya Tsurugi del Grande Mazinga o quelle di Ryoma Nagare e Hayato Jin nel manga di Getter Robot). Perfino le “armi finali” dell’umanità, siano esse mecha o Devilmen, hanno tutte elementi sia di angeli che di demoni; non a caso, Nagai le indica col termine “majin”, dove “ma” vuol dire “demone” e “jin” vuol dire “divinità”. Un po’ diversi appaiono i nemici in Ufo Robot Goldrake, i veghiani: essi non hanno mai abitato la Terra (anche se nell’episodio 44 si scopre che in un’era lontana l’avevano visitata), sono costretti a invaderla perché la sopravvivenza sulla loro stella è a rischio: e in loro albergano anche nobili sentimenti, che non di rado affiorano, vedi soprattutto la figura di Zuril (i dialoghi tra lui e il figlio sono i più toccanti di tutto l’anime); vi sono poi tra questi alieni alcuni personaggi secondari che lottano contro Goldrake senza per questo essere portatori di tratti negativi, come il giovane scienziato pacifista Iara, la cui originaria personalità viene fatta cancellare da una diabolica macchina messa a punto da Hydargos, o l’adolescente Aensu, vittima di un terribile inganno ordito da Gandal, il quale gli ha fatto credere che Goldrake si appresta a sottomettere i veghiani dopo aver ottenuto la supremazia assoluta su tutta la Terra. Fondamentalmente buono può essere considerato anche il licantropo Gauss, giovane principe di una stella conquistata dai veghiani, il quale accetta di combattere contro Actarus (Duke Fleed o Daisuke nella versione originale) nella speranza che Re Vega conceda l’indipendenza alla sua gente; dopo un primo scontro con Goldrake, dal quale pure esce vincitore, egli lentamente matura la convinzione che la consegna della Terra a Vega è quanto di più ingiusto ci possa essere, per arrivare così a una decisione drastica che lo riconcilierà con Actarus e con sé stesso. E un gesto ancora più nobile, forse il più nobile che si possa vedere in Ufo Robot Goldrake, viene da un personaggio che è invece votato al male: Haruk, l’alieno originario della stella Delta, alleata coi veghiani. Inviato da Zuril sulla Terra per spiare la base di Procton, Haruk finisce per affezionarsi al piccolo Mizar; quando poi questi scopre la sua vera provenienza egli inorridisce all’idea di ucciderlo, sicché non solo lo lascia libero, ma si preoccupa addirittura di rassicurare Actarus che ancora ignaro del rilascio di Mizar sta battendo tutta la zona alla ricerca del bambino scomparso; solo allora affronterà Goldrake, senza dunque venir meno alla missione affidatagli.
  • Fiducia nelle giovani generazioni: sempre, nell’universo di Nagai, sono i giovani e la loro mentalità più aperta che riescono ad avere ragione di spaventosi pericoli. Nati nella società tecnologica, si rapportano più facilmente con i mecha e capiscono più rapidamente la natura e le intenzioni del nemico, oltre a possedere la grande forza e l’indomabile volontà che Nagai vorrebbe fosse propria delle nuove generazioni. Viceversa, i nemici provengono quasi sempre dall’antichità, dal passato, ed hanno un aspetto senile, con lunghe barbe o lunghi capelli bianchi (anche qui fanno eccezione, ovviamente, i veghiani di Goldrake). Non capiscono il mondo moderno e vorrebbero distruggerlo, per riportare tutto a com’era quando lo dominavano. Per loro le tradizioni sono legge ed essi stessi sono “imprigionati” in una rigida architettura gerarchica che non prevede possibilità di scalata sociale.
  • Interesse per il cinema occidentale: nelle serie di Nagai, in particolare Goldrake, vi sono diverse citazioni di capolavori del cinema made in Hollywood. Il rapimento di Venusia da parte del gorilla cyborg di Dantus è un palese omaggio a King Kong; l’aspetto diurno di Gauss ricorda i personaggi che Clint Eastwood ha interpretato nei suoi film western.
  • Interesse per il mondo antico, sia giapponese che europeo: Nagai ha spesso dichiarato di aver tratto molti spunti dalla romanità antica e dalle civiltà che l’hanno ispirata. Gli omaggi in questo senso sono innumerevoli. In Mazinga Z il cattivissimo Dottor Inferno vive in un’isoletta greca ingombra di ruderi ellenici e comanda i mostri con una Verga di Rodi, simile ai bastoni del comando in uso presso alcune antiche civiltà. Nel Grande Mazinga i nemici sono i Mikenes, ovvero i Micenei, ed uno dei generali si chiama Yuri Cesar (da Giulio Cesare), mentre dai personaggi della mitologia classica sono presi pari pari molti nomi, sia tra i comandanti sia tra i mostri guerrieri (Argos, Helena, Achilleus, Hercules); inoltre i mostri vestono come i gladiatori e hanno armi similari. In Jeeg, invece, i nemici sono ispirati all’antico Giappone, con la regina che si chiama Himika, nome che ricorda da vicino quello di una donna realmente esistita, Himiko, una sacerdotessa a capo del Regno Yamatai, antico nome di una zona del Giappone; allo stesso modo i suoi soldati assomigliano alle statuette votive che si trovano nelle tombe dell’epoca, così come le Campane di Bronzo sono un oggetto cerimoniale molto diffuso nel periodo.

Go Nagai in Italia

Molte delle serie animate di Nagai sono state trasmesse in Italia, benché in ordine diverso da quello giapponese e con adattamenti spesso discutibili (nomi cambiati, riferimenti tra serie eliminati ecc.). Il grande successo che riscossero produsse una vertiginosa impennata della produzione del merchandising relativo, spesso pirata e realizzato senza che in Giappone se ne sapesse nulla. Inoltre, Il grande Mazinga è stato il primo manga in assoluto ad essere pubblicato in Italia, dalla Fabbri Editori.

Nel 1995 aprì una succursale della Dynamic Production anche in Italia, la Dynamic Italia, che oltre alle opere di Nagai importò in Italia numerose serie a fumetti e anime, con una cura per la qualità, la traduzione e la fedeltà alla versione giapponese quasi maniacale. Nel 2003, a causa di dissapori interni e di un cambio di politica editoriale in Giappone, la Dynamic Italia chiuse ed il suo staff si divise tra Dynit, Shin Vision e d/visual. Quest’ultima è diretta emanazione della Dynamic Production giapponese. L’ultima sua apparizione in Italia è stata a Napoli, in occasione della fiera fumettistica Napoli Comicon 2007 ove ha annunciato la realizzazione di una nuova Mazin-saga che avrebbe incluso anche un remake di Goldrake per essere poi successivamente ospite, il 27 e il 30 aprile dello stesso anno, alle università La Sapienza di Roma e Ca’ Foscari di Venezia.

Tutte le opere di Go Nagai sono pubblicate in Italia da d/visual.

Opere principali

Saga dei Mazinga

  • Mazinga Z
  • Grande Mazinga
  • Ufo Robot Goldrake
  • Il ricordo di K-Kun
  • God Mazinger
  • MazinSaga
  • Z Mazinger
  • Mazinkaiser
  • Mazinger Angels
  • Mazinger Angels Z
  • Shin Mazinger Shōgeki! Z-Hen

Getter Saga

  • Getter Robot
  • Getter Robot G
  • Getter Robot Go
  • Shin Getter Robot
  • Getter Robot – The Last Day
  • Shin Getter Robot contro Neo Getter Robot
  • Getter Robot Ark
  • Getter Robot re:model
  • Getter Robot Hien
  • Getter Robot Apocrypha: DASH

Devil Saga

  • Mao Dante
  • Devilman
  • Devilman – Time Travellers
  • Neo Devilman
  • Devilman Armageddon
  • Devillady
  • Amon – The Darkside of Devilman
  • Strange Days – The Apocalypse of Devilman
  • Mao Dante – Nuova serie (Mao Dante – Apocalypse)

Cutie Honey Saga

  • Cutie Honey
  • Cutie Honey ’70
  • Cutie Honey ’90
  • Cutie Honey ’21
  • Cutie Honey a Go-Go!
  • Cutie Honey Seed
  • Cutie Honey (film)
  • Cutie Honey (serie televisiva)
  • Re: Cutie Honey

Altre opere

  • Animard
  • L’arcipelago dello scompiglio
  • Aztekaiser
  • Bakuratsu Kyoshitsu
  • Barabanba
  • Battlehawk
  • Benvenuti alle terme dei vampiri
  • The Bird
  • Burai the Kid
  • La canaglia in minigonna
  • Il cane divino
  • Cappuccetto rotto
  • Change! Sabu
  • Chowman
  • Cinderella Knight
  • La cozza del palcoscenico
  • Dinosaur Savers
  • Disposta a tutto!
  • La Divina Commedia
  • Dongara Musketeers
  • Dosuryu
  • Dundun l’eroe
  • Dynamic Superobot Wars
  • Dynamic Heroes
  • La famiglia Reginacoeli
  • Il fiore della gioventù
  • Firehawk
  • Full Metal Lady
  • Gackeen, il robot magnetico
  • Gaiking, il robot guerriero
  • Gaiking – Legend of Daiku-Maryu
  • Garla
  • Go! Go! Explosion
  • Golf Gambler
  • Groizer X
  • Gruppo giovani escursionisti
  • Guerra di quartiere
  • Guerrilla High
  • Hanappe Bazooka
  • Happy Wedding Go & Sumiko!
  • Henchin Pokoider
  • Henkin Tamaider
  • Illusion Panty
  • Gli investigatori dell’occulto
  • Iron Fighter Musashi
  • Iron Muscle
  • Iron Virgin Jun
  • Iyahaya Nantomo
  • Jeeg robot d’acciaio
  • Jintaro Sandogasa
  • Kamasutra
  • Kedaman
  • Ken Falco
  • Kekko Kamen
  • Kikkaikun
  • King Bomber
  • Kinta il cowboy
  • Kishin
  • Kotetsushin Jeeg
  • Il leone nero
  • Lovely Angel
  • Lupin il ladro gentiluomo
  • Maboroshi Panty
  • Maro
  • Memory Glass
  • Midnight Soldier
  • Mild Seven
  • Oira Sukeban
  • Omorai
  • Oni
  • Outlaw High
  • Il padiglione della morte
  • Il palazzo del teschio
  • Il pazzo mondo di Go Nagai
  • Panjee
  • La piccola Sweetie
  • Il professor Rambo
  • Il pugno assassino
  • Riger la bestia divina
  • Robochoi Ace
  • Salachia
  • La Samurai senza pudore
  • Samurai World
  • Satanikus!
  • Scuola di ladri
  • Scuola senza pudore
  • Sei miliardi di dinosauri
  • Sengun
  • Sharaku
  • Shersciokko Holmes
  • Shutendoji
  • Shutendoji: il banchetto delle tenebre
  • Space Shool
  • Spy School
  • Supersaiyuki
  • Susanoo
  • Taiga
  • Technolog-Men
  • Tokugawa Ieyasu Inc.
  • Ufo Girl
  • L’uomo alato
  • V
  • Violence Jack
  • Viva le lottatrici di catch
  • Wakabakasama
  • Yadamon il piccolo mostro
  • Zubaban

Un pensiero su “Go Nagai’s Super Robots: la storia

  1. Syza

    Sono convinto che lo apeerzzpre0 perche8 riprende il tema sotteso a molti dei lavori del Maestro: sembra una procellaria in un quadro di Turner o l’ultima sequenza del primo Terminator,con Sarah Connor che si dirige verso i tempi bui e Linda Hamilton, nel sottotesto, che medita il divorzio da Cameron.Stamattina all’alba, mentre ritiravo gli stendi-biancheria dal terrazzino , frustato dal primo vento degno di questo nome sulla citte0 di Milano, mi sentivo anch’io un personaggio di Go Nagai. Mi pareva di essere il monumento equestre di Erasmo Gattamelata disegnato sullo sfondo di un manga dei Getter Robots. Probabilmente agli occhi dei miei vicini sembravo il clone di Totf2 chino sui nodi dei legacci dei maledetti aggeggi con la stessa attenzione che alcuni riservano al cubo di Rubik, ma pazienza.I giorno del suo compleanno, Go e8 intrattabile. Lo so per certo perche8 qualche anno fa, si era ai primi di settembre, me lo hanno presentato. Contro Festival di Chioggia. Una manifestazione che si prefiggeva di contrastare la manifestazione di Venezia in era pre Pontecorvo. Non ha avuto molto successo, ma pazienza.Vince Clark ed Alison Moyet sono ospiti di Chioggia ed attendono sia presentato un documentario sugli Yazoo. La pellicola e8 proiettata in un magazzino casermaggio dismesso e l’acustica e8 incredibile. Quando dallo schermo, la voce di Alison ripete ”Don’t Go !!!” , Nagai, che si era perso alla ricerca di una bottega famosa per il pan ao ciocolao (sic. e8 giappo, dopotutto, praticamente un veneto), entra credendo sia una festa a sorpresa. Inciampa immediatamente in un cumulo di coperte che gli Alpini avevano riportato dalla Russia e si mette a sacramentare, come quel buffo ometto nella saga di Goldrake, all’indirizzo di Clark, che non ha nessuna responsabilite0.Io ero lec con il mio medio-metraggio sulla cucina povera vicentina ( pochi ricordano ” Gatto melato in salsa di corvo”: cattivi !) e ne approffittai per prendere sotto braccio il pape0 di Devilman e trascinarlo in una taverna dove gli servirono il piatto di cui avevo parlato nel mio film. L’idea era di proporre al mangaka una serie di anime in cui i suoi eroi si cibavano di frattaglie – in quel periodo avevo la fissa di controbattere il junk food – ma Go rispose con un eruzione di natura digestiva, degna di una tavola di Mazinger Z, al mio ”Animelle”. Forse i tempi non erano maturi. Forse.

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